Mi chiamo Davide Angeli e la mia storia ha inizio il giorno 13 dicembre 1991 alle ore 10.15 in un paese della Toscana chiamato Pietrasanta da mia madre Claudia e mio padre Attilio che mi accolsero da subito come il più bel dono che questa “vita” gli potesse fare.

I miei primi anni  

Da quando sono nato, fino al compimento dei miei tre anni, la mia alimentazione era molto ridotta a causa di un’ intolleranza riguardante i latticini.

I miei genitori, mi raccontano che nonostante l’alimentazione limitata e tutto quello che comportava, passavo sempre le giornate GIOIOSO e con il SORRISO in volto.

Il primo Amore non si scorda mai

Come fare per far sì che un bambino non desideri dolci, gelati, cioccolata?

Ai miei genitori venne un’intuizione: raccontarmi che tutto quello che mangiavano gli altri miei coetanei fosse cacca, questo

(a parte qualche assalto al carrello della mensa), fermò il desiderio di nutrirmi di quei cibi fino al compimento dei miei 3 anni.

Mi fecero una torta millefoglie panna e cioccolato ed io che per i 36 mesi precedenti l’avevo associata a qualcosa di disgustoso ne rimasi perplesso.

Così dopo un po’ di incitamento  mi decisi ad assaggiarla.

Occhi semi chiusi e strizzati e un cucchiaino in mano, un attimo dopo essermelo accostato alla bocca la Meraviglia e l’espressione “Buona questa cacca”.

Da lì poco a poco l’intolleranza si ridusse e la passione del cibo che fino a quel momento avevo solo potuto odorare cresceva.

Cosa vuoi fare da  grande ?

Da l’età di sei anni fino ad oggi questa è una domanda che mi è stata riproposta costantemente.

La prima volta mi fu fatta come a molti di voi attraverso un tema :

“Che lavoro fanno i tuoi genitori e tu… cosa vuoi fare da grande?”.

Mi ricordo che molti dei miei compagni volevano svolgere il lavoro dei propri genitori e ne rimasi sorpreso, io scrissi dopo un accenno a chi erano i miei, che mia madre faceva l’infermiera perché amava curare e prendersi cura delle persone e  mio padre faceva il muratore per costruire e riparare le case , mentre io da grande sarei diventato il cuoco migliore del mondo.

🍴IL CUOCO🍴

Come io per i miei compagni, tanti “Adulti”  sorpresi della mia decisione  mi chiedevano “come mai il cuoco? hai dei parenti che lo fanno?” io rispondevo che non avevo nessuno che lo faceva e che mi piaceva quel mestiere. Ma sono rimasto con quelle domande che lavoravano dentro di me pur non sapendomi dare una spiegazione fino ad oggi…

Non si applica … ma che incontri

Delle elementari alle medie la frase che mi ricordo più nitidamente è quella degli insegnanti che dicevano ai miei genitori “Suo figlio potrebbe dare di più, ma non si applica”.

Non avevano tutti i torti ma non avevo deciso io di frequentare quelle scuole dove l’uniche cose che a me interessavano venivano quasi completamente escluse il rapporto con gli altri e l’imparare divertendosi.

Dove la passione prese forma
Tutto cambiò quando arrivai alla scelta della scuola superiore che durò… meno di un secondo. Sempre fedele a quello che dicevo da bambino mi iscrissi all’alberghiero G. Matteotti di Pisa.
Fin da subito capii che quella era la mia strada perché non vi era sforzo in quello che andavo ad apprendere , ma avevo l’impressione di riportare alla luce cose che già mi appartenevano.
Dopo i primi due anni pregni di grandi soddisfazioni arrivò la scelta della specializzazione e sempre fedele al mio obbiettivo scelsi… La cucina.
In quell’anno conobbi una persona che reputo come un ” padre professionale” il professore di cucina Massimo Tessieri che attraverso la sua passione e la sua esperienza rendeva magica ogni ora di insegnamento.
Dopo l’esame di terza che mi fece diventare “Operatore dei servizi di Cucina” decisi di continuare gli studi per diventare “Operatore dei servizi Ristorativi”.
Anche se le offerte di lavoro non mancavano anche da noti hotel europei decisi di finire gli studi e nel 4°anno grazie ad una gita organizzata dall’istituto alberghiero che ci fu un incontro inaspettato, un colpo di fulmine….l’incontro con la scuola Alma del Maestro Gualtiero Marchesi.

Fui mandato in stage con tre obiettivi

  • Imparare a lavorare in una vera Brigata di Cucina
  • Studiare il territorio in cui mi trovavo a 360°
  • Fare una tesi che riguardasse lo stage, la ricerca sul territorio da cui trarne un menu da portare in seguito alle sessioni finale degli esami di fine anno accademico.
    Dopo aver ricevuto l’attestato di “Cuoco professionista della cucina italiana” mi si spalancarono innumerevoli possibilità lavorative anche nel mondo dei ristoranti di alto livello.

La scuola internazionale di Cucina italiana ALMA.

Dopo averla visitata e aver visto quel mondo di cuochi di diverse regioni italiane e da tutto il mondo studiare insieme me ne innamorai, così appena rientrai a casa ne parlai con i miei genitori e dissi “ho visto ciò che voglio fare una volta presa la maturita”.

Mi diplomai e mi iscrissi subito al Corso superiore di cucina italiana.

D’improvviso fui catapultato dalla Cucina della nonna, casereccia, al mondo dell’alta cucina, sempre fedele a quei sapori che venivano tramandati da generazioni in generazioni.

Fu un periodo molto intenso che mi donò una cultura completa, dalla storia, all’ economia, passando da analisi sensoriale… tutto incentrato sull’argomento cucina.

Finiti i sei mesi di apprendimento tra pratica e teoria ci fu lo stage dove potei applicare ciò che avevo acquisito.

Tra i miglior ristoranti Italiani mi fu assegnato il ristorante “Da Candida”,

dello Chef Patron Italo/Francese Bernard Fournier “Il re del Foie Gras”.

 

Riguardandomi indietro ho fatto molte esperienze e molto variegate ed ognuna di esse mi ha donato qualcosa, ma c’è qualcosa che ancora andavo cercando e che non ero riuscito a trovare e fu in quel momento che mi venne  la domanda.

se ci fosse qualcuno in grado di aiutarmi a trovare nel lavoro che amo la serenità ,la pace, l’Amore“.

L’incontro che mi ha donato una nuova direzione.

Ricorreva l’anno 2018 avevo un lavoro che mi piaceva e che mi lasciava tempo libero per gli hobby che mi interessavano, ma ancora una volta sentivo che qualcosa stonava, non avevo una direzione e sentivo che sotto quella finta serenità c’era una domanda velata.

“La vita è solo questo?”

mangiare, dormire, lavorare, fare sesso, attendendo la morte!”

Poi un giorno parlando con mia madre gli dissi “mi piacerebbe trovare una guida che mi dia una direzione”.

Passarono dei mesi quando un bel giorno in un corso sulla fisiognomica che si teneva a Lucca conobbi Filippo Rossi

Le cose che notai è che era circondato da ragazzi e che non potevo mentire a quella persona e fin da subito gli dissi “mi sento come una barca trasportata dalle onde senza una reale destinazione”.

Per motivi di lavoro non potetti partecipare interamente al corso anche se c’era la voglia di approfondire quella conoscenza.

qualche mese dopo…

 Al ristorante dove lavoravo decisero di chiudere l’ultima settimana di agosto per ristrutturazione dei locali.

Mi affrettai a vedere mete dove poter andare per scappare un pò dalla routine quando… mi arrivo un E-mail dallo staff le 6 direzioni (PD).

Ciao Davide.

come da tradizione abbiamo preparato un percorso interiore che si svolge una sola volta all’anno

l’ultimo week-end di Agosto

ALBA e TRAMONTO 

ecco i 4 grandi temi che tratteremo

VITA, DOLORE, GIOIA, SILENZIO.

Molto meravigliato, con la voglia di approfondire quei temi e vista la disponibilità decisi di prendervi parte.

Quel percorso ha fatto luce su alcune cose che sentivo già, ma non riuscivo ancora a comprendere.

Filippo mi parlo del suo progetto The bridge  educational center” un centro per l’educazione del terzo millennio, e mi disse “ci sarà anche una area ristorativa aperta anche agli esterni… se ti va! Bisogna però che prima tu inizi a lavorare su di te”

Dopo essermi preso un tempo per rifletterci iniziai il percorso (P.A.I.) e incominciai il lavoro su di me attratto da quella pace che Filippo riusciva a trasmettermi.

La chiamata di Filippo.

“Ciao Davide, senti il 10 novembre festeggio gli anni ,volevo fare una cena ,ho pensato a te… ti va l’idea? pensaci e fammi sapere”.

Decisi che gli avrei preparato la cena di compleanno e da li iniziò il mio cammino per diventare cuoco che attraverso il cibo riesce non solo a soddisfare il gusto, l’estetica ma anche il benessere del corpo di chiunque se ne cibi.

A gennaio del 2019 decisi di trasferirmi a Padova per stare più a contatto con quella persona che oggi definisco come guida e per intraprendere un percorso che mi avrebbe dato gli strumenti per “divenire altro” in ambito professionale. Il “Professional Master Training.”

PMT

Il corso strutturato su dieci week-end con  argomenti sugli ambiti della comunicazione, organizzazione, strategia, visione, trasformazione, conoscenza oggettiva e spirito, mi ha fatto comprendere come diventare un professionista in ogni ruolo della mia vita.

Ho finalmente compreso le mie origini e perché la decisione di diventare cuoco (“ricordate il primo tema dell’elementari”) Io scrissi dopo un’accenno a chi erano i miei genitori che mia madre faceva l’infermiera perché amava curare e prendersi cura delle persone e che mio padre faceva il muratore per costruire e riparare le case ” io da grande voglio fare il cuoco per far comprendere alle persone la cura della loro casa il nostro corpo.

Da qui la decisione di evolvere. Quella che fin’ora e stata una passione, un mestiere, trasmettendo attraverso i miei corsi tutto ciò che la vita fino ad’ ora mi ha donato.

 

 

 

 

 

 

TO BE CONTINUED…